Effetti dell’applicazione del Nuovo CCNL comparto Sanità

Con la firma CGIL, CISL, UIL e Fials, del nuovo e recente CCNL 2016/2018, sono entrati in vigore dal 22/06/2018, diverse modifiche che riguardano sia l’orario di lavoro che il pagamento di alcune indennità, che andranno, purtroppo, ad incidere negativamente sulle nostre buste paga, come dimostra il recente regolamento giuridico aziendale sulle presenze assenze dei dipendenti del comparto, deliberato “in sordina” a fine luglio,  in cui vengono recepite ed applicate retroattivamente tali “novità”.

 Tali modifiche, presumibilmente, troveranno applicazione già nella prossima busta paga di settembre, che prevede il calcolo delle indennità accessorie riferite al mese di luglio 2018.

Elenchiamo le principali criticità del recente Regolamento Aziendale che recepisce il nuovo CCNL 2016/2018 del comparto sanità:

- Per ottenere l’indennità di turno sulle 24 ore, pari a € 4,13, il dipendente deve aver svolto, nell’arco del mese, almeno  il 20% (VENTI) di notti rispetto ai giorni effettivamente lavorati nel mese (es. 4 notti al mese su 20 giorni lavorati);

- Per ottenere l’indennità di turno sulle 12 ore, pari a € 2,07, il dipendente deve aver svolto, nell’arco del mese, un numero sostanzialmente equivalente di turni mattino/pomeriggio tali che il turno in minoranza corrisponda al  30% (TRENTA) dei giorni effettivamente lavorati (es. 6 pomeriggi su 20 giorni lavorati).

- Per quanto riguarda l’indennità giornaliera per specifici settori (terapia intensiva, sala operatoria, ecc.) risultano alcune variazioni che sono a svantaggio di alcuni operatori afferenti a determinati settori (esempio, come centrale operativa telefonica del 118…..). Tale indennità, pari a € 4,13, non sarà più corrisposta a questi dipendenti.

In merito a questi argomenti inerenti al nuovo regolamento giuridico Aziendale, la nostra posizione è stata sempre di opposizione al recepimento delle nuove disposizioni scaturite dal contratto Nazionale, come già dimostrato pubblicamente, manifestando il nostro dissenso fin dall’origine anche mediante  le 2 giornate di sciopero a livello Nazionale e locale.

Le nostre note/richieste  inviate all’azienda, in merito agli argomenti trattati durante i vari incontri di questo anno , testimoniano la posizione da noi assunta, finalizza sempre  a contenere sia i disagi lavorativi (come la drastica riduzione delle dotazioni organiche e conseguente aumento del carico di lavoro), che economici (come il saldo della produttività , le progressioni orizzontali-fasce, micro-organizzazione: distribuzione e modalità di assegnazione incarichi di coordinamento e Posizione Organizzative ecc.) che tutti i dipendenti sono costretti a subire.

Di recente, nei primi giorni di settembre, abbiamo inviato  un nuovo sollecito per un confronto urgente con l’azienda, per poter affrontare alcuni argomenti prioritari, fra cui anche l’applicazione dello stesso Regolamento Giuridico Assenze Presenze, al fine di sospendere “l’aspetto retroattivo” (’interruzione della retroattività) e poter rinegoziare i contenuti delle indennità dello stesso.

Si riporta sinteticamente quanto avvenuto in azienda negli ultimi mesi:

-  L’azienda perpetua nel  proporre una progressione economica orizzontale (fasce) solamente al 50 (cinquanta) % dei  dipendenti che sono rimasti esclusi ad oggi (solamente alla metà dei dipendenti che non sono stati beneficiati negli anni 2016-2017), entro, “presumibilmente” il corrente anno, motivando che i fondi  economici “non sono capienti”. La nostra posizione, espressa fin dai primi confronti, è stata sempre diretta  a completare la graduatoria nell’anno in corso (2018), includendo coloro che non ne avevano beneficiato precedentemente, dato  che i residui dei fondi presentati, ci risultano sufficienti, se non impiegati per altre finalità.

- In merito alla nuova procedura inerente alla valutazione del personale del comparto, prendendo visione delle nuove griglie di valutazione proposte, si ritiene che tale strumento, come dichiarato precedentemente, non sia appropriato alla rilevazione delle competenze professionali e lavorative dei vari dipendenti del comparto, poiché lo stesso include items ritenuti poco pertinenti e rispettosi delle attività svolte dai professionisti.

- Ci risulta che l’Azienda abbia difficoltà a reperire risorse economiche dai fondi del comparto per garantire il pagamento del saldo della produttività ai dipendenti; infatti  ad oggi non è ancora stato corrisposto, ne individuato il papabile periodo di corresponsione dello stesso. Di fatto, la Dirigenza aziendale ha perpetuato nel mantenere anche per l’anno corrente (dal gennaio 2016) la  differenziazione delle quote di acconto della produttività fra i diversi profili all’interno delle stesse categorie, provenienti dalle diverse zone territoriali (ex Aziende)afferenti alla nostra Azienda Toscana Nord Ovest. La soluzione inaccettabile,  proposta a luglio dalla Direzione Aziendale, per questa annosa vicenda, oltre a posticipare l’eventuale data del saldo, prevede una forte penalizzazione economica delle quote della produttività per gli assunti dal 2017. Come proposto dal NurSind più volte, per  perpetuare tale differenziazione della quota di produttività all’interno delle categorie e garantire, quanto prima, a tutti i dipendenti il saldo,  vi è la necessità urgente di utilizzare risorse economiche extra, provenienti o da fondo aziendale o utilizzando l’1 (UNO) per cento del Monte Salari degli anni pregressi (2016-2017).

Si ricorda che i contratti integrativi (accordi locali Aziendali)sono frutto dell’attività di tutela delle Organizzazioni Sindacali e RSU e che gli stessi accordi possono essere migliorativi  rispetto alle condizioni proposte dai contratti nazionali, solamente se è presente una valida coalizione di intenti da parte delle Organizzazioni Sindacali e della RSU, a tutela dei dipendenti Aziendali.

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