700.000 € DI PREMI AI DIRIGENTI DELL'ASUR MARCHE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI

Viviamo in un mondo strano.
Ci dicono che non ci sono soldi per il sistema sanitario … e poi si prende atto dai “media” che i dirigenti dell'ASUR Marche si “spartiscono” 700.000 €.

La motivazione sta nel fatto che “hanno raggiunto gli obiettivi”.
Ma per chi?
Non certamente per i cittadini, cui hanno tagliato i servizi, pur in presenza di un aumento di domanda di salute.
Meno ancora per i dipendenti precari, che hanno perso un posto di lavoro o, peggio ancora, per altri che un posto di lavoro lo cercano …. ma non lo trovano.
Forse hanno raggiunto gli obiettivi per loro stessi, sulla pelle degli utenti e dei professionisti.
Più che un premio ci sarebbe da vergognarsi!

Il NURSIND – il sindacato di categoria degli Infermieri – pur nella consapevolezza dei riferimenti contrattuali riguardanti la ripartizione dei fondi tra le diverse Aree, ritiene opportuno urlare a gran voce il disappunto per le decisioni della Direzione ASUR Marche.
Di fronte alle gravi criticità in cui versa il sistema sanitario, e ai continui tagli, è semplicemente assurdo riconoscere un premio a chi ha abbassato i costi di funzionamento del sistema tagliando risorse assistenziali e diminuendo i servizi alla popolazione con problemi di salute.

Con quella cifra sarebbe stato possibile assumere 20 infermieri, con conseguenti benefici per una parte significativa di utenti, a fronte di pochi beneficiari (che comunque hanno e mantengono un posto di lavoro, peraltro ben remunerato).
Si sarebbero potute adeguare le dotazioni organiche delle strutture ospedaliere (ovviamente solo parzialmente, stante l'esiguità dei possibili assunzioni), tenuto conto dei criteri “jurassici” adottati dal Direttore ASUR nella determinazione degli stessi (non si sa bene supportato da chi, visto che non ci sono figure dirigenziali infermieristiche nel livello direzionale ASUR … a suo dire “...perchè nel livello direzionale ASUR non c'è assistenza e quindi non serve detta figura professionale” …. e allora forse non serve nemmeno Lui e tutto il Suo “codazzo” …!!).
Oppure si sarebbero potute adeguare (con le stesse limitazioni di cui sopra) le dotazioni organiche dei servizi territoriali, con una contestuale riorganizzazione degli stessi servizi, nel rispetto dei principi fissati dall'OMS e dai PSN e PSR, nonché dal D.L. 158/2012 (Balduzzi), riguardanti lo sviluppo delle cure primarie.

Qualche possibile logica di “riconoscimento” forse si sarebbe potuta anche stare se la Direzione Aziendale dell'ASUR Marche e della dirigenza avesse operato nel rispetto dei principi fissati dalla L. 133/2008 (Brunetta – diminuzione dei posti letto, diminuzione dei costi del personale, nuovi criteri per la determinazione delle necessità di Strutture Semplici e Strutture Complesse, etc.) e della L. 135/2012 (Monti – diminuzione dei posti letto attraverso la chiusura di Unità Operative, tenuto conto dei cambiamenti e delle evoluzioni scientifiche e tecnologiche che consentono sviluppi processuali più rapidi e meno invasivi, con conseguente minore necessità di posti letto, contenimento dei costi con riferimento ai valori dell'anno 2004, con ulteriore diminuzione dell'1,4%, lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi e clinico-assistenziali, la “riconversione” dei piccoli ospedali, etc.) e del DL 158/2012 (Barduzzi – riorganizzazione dei servizi territoriali e delle cure primarie).

Così non è stato.
I dati certi e documentabili evidenziano che il “taglio lineare” ha riguardato prevalentemente le risorse assistenziali infermieristiche e “di supporto”, con interventi marginali sui livelli dirigenziali. Una particolare enfasi è data al taglio di posizioni dirigenziali apicali (i vecchi primari) …. peccato che tali posti erano presenti in vecchie “piante organiche”, da tempo non ricoperti (pertanto il “taglio” è stato virtuale e indolore). Dove il “taglio” di dirigenti è stato reale … si è solo fatto quanto previsto e raccomandato dal legislatore, e comunque in termini minimali.

Il passo successivo (così è stato detto) sarà lo sviluppo delle “reti cliniche” (forse con riferimento anche agli “standard ospedalieri” e ai relativi criteri di riferimento, al momento in discussione sui tavoli del governo centrale).

Il management moderno prevede un percorso metodologicamente diverso che parte da un progetto politico di riorganizzazione del sistema (che deve tenere conto principalmente dei bisogni di salute delle persone e dei servizi che devono essere garantiti, e non del solo contenimento dei costi) e si sviluppa con le azioni individuate come prioritarie, definite e condivise con tutti gli stake-holder interessati, con il ricorso anche ad eventuali investimenti necessari nella fase propedeutica o contestuale alla riorganizzazione, al fine di garantire comunque i servizi alla popolazione, per poi sviluppare le razionalizzazioni previste nel progetto politico di ripensamento dell'intero sistema.

Per quanto concerne invece il contenimento dei costi, non è specificato in nessun documento o norma che tale razionalizzazione (impegno di spesa dell'anno 2004 con ulteriore diminuzione dell'1,4%) deve riferirsi alla componente assistenziale infermieristica e “di supporto”, come invece risulta realizzato, almeno come “azione prevalente”.
Aveva ragione il V.Presidente di un importante sindacato di categoria della componente medica che, alla recente manifestazione di Arezzo (Risk Management), ha affermato che “... bisogna tagliare dove c'è di troppo ...”.
I dati OCSE del 2013 (con tutti i possibili distinguo del caso, tenuto conto delle differenze presenti nei Paesi componenti) evidenziano che in Italia risulta un eccesso di 1 medico ‰ abitanti (+ 60.000) e un difetto di 1,5 infermieri ‰ abitanti (- 90.000).
Non possono essere presi a riferimento solo i dati “di comodo” e è necessario tornare ai principi nobili della “polis”.

Le decisioni e i fatti non sembrano evidenziare particolari situazioni degne di importanti riconoscimenti economici.
Su tutto ciò è opportuno e importante che la politica sviluppi le riflessioni e gli approfondimenti necessari, anche per una valutazione più oggettiva relativamente alle possibili (e non auspicabili) riconferme.



Il Segretario Territoriale
Nursind Ancona
Dott. Giuseppino Conti