Dalla Repubblica di Milano del 21 gennaio 2014
Trivulzio, licenziata l'infermiera che falsificò la scheda della paziente
Per il caso della larve sospesi anche una sanitaria e un medico
LICENZIATA l'infermiera accusata di avere falsificato una scheda di medicazione, sospesa per sei mesi una collega per non avere registrato correttamente le prestazioni nei confronti della paziente e sospeso per tre giorni anche il medico di turno nel reparto di riabilitazione.
Sono le nuove punizioni decise dal direttore generale del Pio Albergo Trivulzio sul caso dell'anziana dimessa lo scorso 27 agosto con infezioni da larva di mosca alle piaghe da decubito di una gamba.
La donna, trasferita in una casa di riposo di Bergamo, è poi morta una settimana dopo la dimissione.
La direzione del Pat ha preso la decisione di licenziare l'infermiera a seguito della relazione composta dalla commissione disciplinare dell'ente, che negli scorsi due mesi ha passato al vaglio tutta la documentazione clinica relativa all'anziana.
Altri tre infermieri del reparto sono stati sospesi, per periodi compresi fra uno e tre mesi, mentre il medico che ai tempi del fatto era primario del reparto è tato raggiunto da una censura scritta, senza però avere conseguenze sullo stato di servizio e sullo stipendio.
La pene pesanti per gli infermieri, in confronto a quelle assai più blande che hanno colpito i medici, indignano i sindacati dei lavoratori del Pat. «Come temevamo si è deciso di scaricare tutte le responsabilità sul personale infermieristico, graziando invece i medici e la struttura organizzativa dell'ente - dice Piero Lagrassa, coordinatore della rappresentanza sindacale del Trivulzio - è evidente che ci sono state pesantissime responsabilità mediche, di cui non si è tenuto conto. Si è voluto colpire i più deboli».
Chiusa l'indagine interna al Trivulzio, proseguono quelle aperte parallelamente da Asl e Regione per valutare le eventuali responsabilità dei vertici della struttura. E anche la Procura della Repubblica viene costantemente informata dal Trivulzio sugli esiti dell'indagine interna.
A pesare sul caso dell'infermiera licenziata è stato il fatto che risultano sue firme sulla scheda di medicazione della paziente in giorni in cui la lavoratrice era in realtà di riposo. Nei confronti della donna vi è quindi il sospetto di avere compilato le schede stesse successivamente
al suo ritorno al lavoro. Tutti gli altri infermieri coinvolti sono invece accusati a vario titolo di non avere gestito correttamente la cartella di medicazione della paziente, omettendo di registrare prestazioni svolte o al contrario segnalando in cartella circostanze non corrispondenti alle reali condizioni della donna.
La sospensione del medico dipende invece da irregolarità nella gestione della cartella clinica della paziente.«Su questa vicenda andremo fino in fondo - dice Lagrassa - abbiamo già contattato
l'assessorato regionale ai Servizi sociali e ci rivolgeremo ai nostri legali».
Gli infermieri sostengono infatti che all'origine del gravissimo episodio dell'infezione da larve vi sarebbero mancanze strutturali nella gestione dei pazienti e nel sistema dei ricoveri al Trivulzio. Proprio per "inappropriatezze sui ricoveri" la Asl lo scorso dicembre ha mosso contestazioni alla casa di riposo.