Roma, 4 feb. (Adnkronos) - Rischio di rinvio a giudizio per otto persone tra medici e infermieri in servizio presso l'Ospedale San Giovanni di Roma, in seguito alla morte di un piccolo filippino Marcus De Vega. Nato prematuro e trasferito nel reparto di Neonatologia al bambino fu somministrato in vena latte anziché una soluzione fisiologica. A sollecitare il rinvio a giudizio di medici e infermieri è stato il procuratore aggiunto Leonardo Frisani e a decidere sull'istanza sarà il gup Costantino De Robbio. L'accusa di omicidio colposo è stata contestata all'infermiera che, addetta al controllo, alla pesatura e all'alimentazione dei neonati collegò l'alimentazione enterale al catetere venoso applicato al bambino. Questo determinò una gravissima insufficienza respiratoria terminale e il 29 giugno 2012 il bambino morì.
Per quanto riguarda gli altri imputati, al primario del reparto di Neonatologia, al direttore sanitario aziendale, e ai medici, che ebbero in cura il neonato si contesta il concorso in favoreggiamento per avere aiutato la Stanig ad eludere le investigazioni non dando notizie all'autorità giudiziaria di quanto era accaduto e restituendo la salma del bambino alla madre senza informarla che al neonato era stata somministrata l'alimentazione enterale per via endovenosa.
In tal modo alla madre stessa fu impedito l'accertamento autoptico. La stessa accusa è contestata anche all'infermiere caposala. L'accusa contestata poi è anche quella di omessa comunicazione di referto all'autorità giudiziaria non informata dell'accaduto e di frode processuale in particolare l'imputazione si riferisce al fatto che la salma del neonato fu avviata al normale circuito di seppellimento facendo passare il decesso come morte naturale.
