LATINA - Ennesima aggressione al pronto soccorso di Latina, forse uno dei più disastrati del Lazio. A fare le spese della violenza del congiunto di un paziente in quel momento preso in carico dai sanitari, è stato un infermiere 40enne colto da malore e stramazzato al suolo dopo l’aggressione, prima verbale e poi fisica, del parente alterato. Polemica sulle condizioni di lavoro e sulla scarsa sicurezza soprattutto di notte, quando non è assicurata la presenza della polizia in una struttura d’emergenza che vanta accessi record. NOTTE, IL FAR WEST - I fatti si sono verificati durante il turno di notte tra martedì 18 e mercoledì 19: il parente di un paziente, stanco per la coda al pronto soccorso, si è accanito contro l’operatore - poco più che 40enne e con una lunga esperienza in ospedale - che si è accasciato a terra colto da un infarto. Subito curato dai colleghi è stato ricoverato in unità coronarica all’ospedale Santa Maria Goretti dopo che gli esami specialistici hanno diagnosticato una «sindrome da spasmo coronarico»: se non fosse stata gestita tempestivamente sarebbe stata per mortale per l’infermiere. STRUTTURA INADEGUATA - «Un fatto increscioso - dice il primario del pronto soccorso di Latina, Mario Mellacina - che toglie ulteriore tranquillità a tutti gli operatori di una struttura che opera in condizioni pietose e con risorse ridicole. Spesso - dice Mellacina - ci troviamo con 30 pazienti fermi in attesa di ricovero anche due giorni, in un pronto soccorso che tiene 22 pazienti. Siamo al far west: veniamo aggrediti in continuazione e non siamo protetti da nessuno, in balia di persone incivili e pronte alla violenza. E’ stata un’aggressione gratuita e siamo stanchi di subirne». In passato al Goretti si erano registrate altre violenze. «Negli ultimi tempi questa situazione è diventata quasi la normalità - aggiunge Mellacina - manca una sorveglianza notturna e c’è una situazione di oggettiva difficoltà legata al boom di richieste di assistenza, che si scontrano con la mancanza di spazi». AUMENTO AGGRESSIONI - Immediata la reazione del Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche di Latina, che recentemente aveva segnalato le gravi carenze del pronto soccorso pontino proprio per via dei rischi cui sono sottoposti i suoi lavoratori. Sulla vicenda interviene anche Gennaro Giorgi, vice presidente dell’Ipasvi (la Federazione nazionale collegi infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia). Secondo Giorgi l’aggressione agli infermieri è « una situazioni a cui si deve mettere fine garantendo la sicurezza nei Dea con un posto di vigilanza notturna. Nel 2013 gli episodi di violenza contro il personale sanitario sono aumentati - sottolinea Rocco - sintomo di una situazione di emergenza negli ospedali che ormai è arrivata al collasso, con strutture di pronto soccorso sovraffollate, carenza di personale e turni massacranti. Questo esaspera i cittadini - conclude - ma gli infermieri non possono subirne le conseguenze». UNITA’ DI CRISI - Anche la Asl di Latina è a conoscenza del problema, ed il nuovo manager Michele Caporossi - insediato da pochi giorni - ha infatti messo tra le priorità del suo mandato quello di risolvere, o quanto meno arginare, il caos del reparto di emergenza pontino. Caporossi, che ha fatto visita al paziente aggredito per sincerarsi delle sue condizioni, ha istituito subito una unità di crisi ad hoc che si riunirà già giovedì 20 per esaminare il caso del pronto soccorso e prendere le prime decisioni in merito. ] (Ansa)