La sanità marchigiana in rosso – tagli per 8 milioni di euro

Il NURSIND – il sindacato degli Infermieri – ritiene opportuno esprimere la forte preoccupazione per gli annunci mediatici del Direttore del Servizio Salute della Regione Marche, relativamente all'ipotizzato “taglio” alle risorse per il personale, per un costo pari a 8 milioni di euro.

Il riferimento del Dott. Ciccarelli al tetto di spesa stabilito dal livello governativo, fissato alla quota del 2004, cui deve essere sottratto un ulteriore 1,4% è esatto, pur nella illogicità del vincolo, tenuto conto dei tanti cambiamenti che hanno interessato il sistema sanitario negli ultimi 10 anni.

Il Dott. Ciccarelli è personaggio noto e di indubbie capacità “sartoriali”.  Al proposito il NURSIND ricorda gli oltre 1.200 posti di Infermieri e OSS “tagliati” durante il periodo di direzione ASUR, a fronte di tagli minimali riguardanti i professionisti afferenti ad altre famiglie professionali.
Ora la stessa linea viene proposta nella veste di Direttore del Servizio Salute della Regione Marche.

I dati di letteratura evidenziano che la spending review ha due possibili percorsi:
• il primo prende in considerazione la riorganizzazione del sistema sanitario marchigiano, dove le “reti cliniche” rappresentano indubbiamente un passaggio di fondamentale importanza, ma con la parallela azione di “rivisitazione” delle strutture ospedaliere e residenziali e dei servizi territoriali, con particolare riferimento alla tipologia, alla destinazione d'uso e alla loro distribuzione territoriale;
• il secondo agisce prevalentemente sui tagli al personale (che, tradotto in pratica, significa un pesante taglio ai servizi per i cittadini).

Il percorso “ciccarelliano” prende in considerazione prevalentemente il secondo percorso (certamente più facile), con alcuni paralleli sviluppi sulle “reti cliniche” (il cui sviluppo – ad oggi - è stato portato avanti senza l'apporto degli infermieri …. ed è difficile capire come ciò possa avvenire in un sistema caratterizzato da aspetti multi-professionali e multi-disciplinari), senza alcun riferimento ad un reale progetto di cambiamento.
Sembra che i riferimenti fondamentali siano il contenimento dei costi (finalizzato al rispetto degli indirizzi governativi) e la salvaguardia dei territori (che significa il mantenimento dell'esistente e il mantenimento del consenso politico).

Le preoccupazioni del NURSIND sono molto forti e riguardano:
• le dichiarazioni dei “tagli di personale” per otto milioni di euro;
• la “finta” rassicurazione che il taglio non riguarderà il turnover (che significa che i pensionamenti e le “uscite” avranno possibilità di sostituzione);
• l'affermazione che “a rischio saranno solo i contratti a tempo determinato”  (come se i professionisti assunti con contratti a tempo determinato fossero sovrannumerari rispetto alle reali necessità di funzionamento del sistema).

Da un punto di vista sindacale il NURSIND denuncia per l'ennesima volta l'inadeguatezza delle dotazioni organiche assistenziali (Infermieri e Operatori Socio Sanitari). I dati OCSE 2012 evidenziano per il Paese Italia una eccedenza di medici (uno ogni 1.000 abitanti) e una scarsità di infermieri (1,5 ogni 1.000 abitanti), che significa +60.000 medici e -90.000 infermieri.
Probabilmente le stesse percentuali riguardano anche la Regione Marche (o con differenziazioni minimali), con l'evidenza dell'impossibilità di ulteriori tagli alle risorse assistenziali.
Di contro è invece necessario adeguare gli organici assistenziali e garantire la sostituzione per tutte le assenze per gravidanza, per lunga malattia e per benefici di legge (es. l. 104), per l'assicurazione dei servizi e la garanzia della continuità assistenziale.

Il NURSIND, stante i chiari riferimenti statutari al Codice Deontologico degli Infermieri, intende evidenziare (denunciare) con forza che i tagli ipotizzati si traducono solo con tagli ai servizi per le persone, in particolare alle fasce di popolazione più deboli e fragili.
Forse sarebbe meglio iniziare i “risparmi” dalla eliminazione del “cimitero degli elefanti” (il transito in regione dei direttori “sostituiti”) e dall'utilizzo improprio di direttori pensionati dal Sistema Sanitario che continuano consulenze (moto onerose) per lo stesso sistema cui sono appartenuti.
E sarebbe opportuno che gli Infermieri, al pari di altre rappresentanze professionali, avessero il pieno coinvolgimento nelle attività programmatorie e organizzative della Regione, attraverso gli Organismi istituzionali preposti (IPASVI) e le organizzazioni sindacali di categoria, per un confronto propositivo e costruttivo sugli argomenti di interesse comune.
Ad oggi, nonostante le ripetute richieste presentate, si avverte solo un “silenzio assordante”.

Una vera azione progettuale (e non fittizia come dimostrato fino ad oggi) e una maggiore onestà intellettuale nei confronti degli operatori del Sistema Sanitario, e prima ancora nei confronti dei cittadini, potrebbero essere l'inizio di un nuovo percorso, …. magari anche con nuove persone, nuove idee e nuovi progetti.

Il NUSIND è pronto a spiegare agli Infermieri e alla gente lo stato reale dei fatti.

Giuseppino Conti - Segretario Provinciale NURSIND