Doveva essere una marcia in più per la sanità ligure, in particolare per le cure domiciliari. Ma la legge varata dal consiglio regionale che autorizza infermieri e professionisti sanitari a svolgere singolarmente e non in equipe attività intramoenilai al di fuori dell'orario di lavoro non piace al Governo, che l'ha impugnata di fronte alla Corte Costituzionale nel consiglio dei ministri del 22 maggio.
Secondo il relatore della legge, Valter Ferrando, "Il sistema sanitario regionale può mettere a disposizione professionisti pubblici che potranno esercitare la lbera professione in modo certificato, trasparente e a prezzi calmierati. Pensiamo per esempio a tutti quei pazienti che vengono dimissionati precocemente, ma che continuano ad aver bisogno di assistenza anche al di fuori dell'ospedale. E poi, con la misura, che ricordo è a iso risorse, ci attendiamo anche un decongestionamento per quanto rigurada l'attività pubblica ambulatoriale".
Ma secondo gli uffici di palazzo Chigi la legge non può sussistere.
E nel testo dell'impugnatica c'è scritto il motivo:"è in contrasto con i principi fondamentali sanciti dalle disposizioni statali" in materia di libera professione intramoenia.
In particolare perchè tale attività è prevista solo per i dirigenti medici ed allargata a infermieri e tecnici solo in qualità di "equipe" nelle operazioni.
Inoltre il Governo ha da ridire anche sul fatto che tale possibilità venga concessa solo in una regione ( la Liguria è stata la prima a prevederlo) perchè "costituisce una deroga al principio di esclusività del rapporto col Servizio sanitario nazionale" e quindi " necessita di precise garanzie e uniformità di regolamentazione".
Ora spetta alla Corte Costituzionale stabilire se la Liguria possa continuare sulla propria strada.