ULSS 6 VICENZA, ALLARME DEL NURSIND: ASSENZA VOLUTA DI RELAZIONI SINDACALI E 400 INFERMIERI DISOCCUPATI IN PROVINCIA

Riassunto:SANITÀ. Il sindacato di categoria denuncia i problemi dell´azienda ospedaliera del capoluogo

Infermieri, allarme del Nursind
«Già in 400 sono senza lavoro»
Franco Pepe
Il segretario Gregori attacca l´Ulss: «Relazioni sindacali inesistenti»

03 gennaio 2014 CRONACA, pagina 20

«All´Ulss 6 mancano le relazioni sindacali. In 13 anni non era mai accaduto. Non c´è un titolare e per i 3 mila 600 dipendenti è una grossa carenza. Con Alessandri firmavamo cinque accordi in un anno. Nel 2013 non siamo riusciti a firmarne neppure uno, anche se sul tavolo ne avevamo portati sei. Non si può avere un capo del personale che si occupa saltuariamente di queste cose. Incomprensioni e proposte ferme sono figlie di questa scelta strategica. Non è un caso. C´è una precisa volontà».
La denuncia è dura, forte, e arriva dal segretario provinciale del Nursind Andrea Gregori. Sotto accusa un rapporto che non decolla. A essere preso di mira è il direttore amministrativo Roberto Toniolo, al quale il dg Angonese ha affidato anche il compito di dirigere il personale. Secondo il Nursind, il sindacato di categoria largamente maggioritario al San Bortolo con i suoi 700 iscritti su 1462 infermieri, il doppio incarico non funziona, anzi provoca un deleterio immobilismo. L´accusa di Gregori non concede alibi: «Con l´Ulss 6 il dialogo è inesistente. Non è andato avanti neppure l´accordo sulle risorse aggiuntive per pagare gli straordinari ai turnisti. che pure è previsto dal contratto. Angonese pensa ad altro e Toniolo sarà bravo a far quadrare i conti, ma non ha il tempo per interessarsi di rapporti sindacali. Questo spacca anche i sindacati. Non c´è unitarietà, ognuno va in ordine sparso. È uno stallo che ci preoccupa».
Per Gregori la latitanza riguarda solo l´Ulss del capoluogo: «C´è stata un´inversione di tendenza. In passato lo scontro avveniva con le Ulss periferiche, mentre il rapporto con Vicenza era agevole. Ora le risposte positive vengono dalle Ulss 3, 4 e 5, mentre l´Ulss 6 sembra più orientata a dividere gli interlocutori, ha assunto una posizione ideologica piuttosto che trovare soluzioni».
Il segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega porta dati a gittata più vasta sul fronte degli iscritti e della rappresentatività. «Nonostante la crisi del sindacalismo, nel 2013 siamo cresciuti. Oggi in Italia siamo 24 mila, il 10 per cento in più; nel Vicentino 1500, il 5 per cento in più. L´Aran ci annovera fra le sigle ufficiali. Siamo l´unico sindacato di categoria a sedere sui tavoli di contrattazione nazionale, il primo di soli infermieri della sanità italiana, e, come Cgu Cisal, la quarta confederazione del pubblico impiego».

Grossi problemi, invece, per l´occupazione: blocco del turnover, assenza di concorsi, crisi della sanità privata e riforma-Fornero hanno causato il crollo delle assunzioni. Oggi i giovani infermieri che entrano sul mercato non trovano lavoro e sono costretti a fare i precari nelle case di riposo o a riciclarsi come camerieri, commessi, badanti. In provincia, fra chi è a casa o ha rimediato un lavoro di fortuna si contano già 400 persone, e la domanda sempre alta per i corsi universitari andrà ad ingrossare la fila dei disoccupati. Anche qui accuse contro l´Ulss 6 da parte di Bottega e Gregori : «Gravidanze e pensionamenti creano buchi improvvisi da coprire, ma l´Ulss 6 non ha neppure una graduatoria. Per le sostituzioni bisogna ricorrere alle altre Ulss vicentine, a Padova. Si perde tempo, mentre in ospedale si lavora in emergenza». Infine, le dotazioni standard per il fabbisogno dei reparti. «Il timore è che si punti solo a un contenimento dei costi. La carenza di infermieri nelle corsie non mette in condizioni di rispondere ai bisogni della popolazione».

 

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