OSPEDALE DI UDINE, LA PROTESTA DEL NURSIND: TANTI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO NON SARANNO RINNOVATI

Riassunto:Costi tagliati, 90 dipendenti a casa

di Alessandra Ceschia

UDINE. Alla notizia della promozione sancita dalla Joint commission qualcuno all’ospedale Santa Maria della Misericordia ha alzato i calici. Molti però non erano in vena di brindare, vuoi perché erano già senza lavoro, vuoi perché stavano per perderlo.

                                                             

 

 

PRECARI A TERRA

 

È nel nome di quelle persone che si leva la protesta del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. «Sono una novantina i lavoratori precari che in questi mesi hanno il contratto in scadenza – esordisce Afrim Caslli segretario amministrativo – per loro non ci sarà alcun rinnovo, vogliamo ricordare al direttore generale Mauro Delendi, all’apparato dirigenziale, alla politica e alla cittadinanza, il dramma che si sta consumando in questi giorni presso la gloriosa azienda udinese come del resto nelle altre aziende ospedaliere friulane».

 

LA SCURE

 

All’origine della drammatica situazione c’è la scure della politica regionale in materia sanitaria che ha imposto un taglio dell’1% del personale. La scure, come era prevedibile, cadrà sui contratti a termine nonostante con il decreto “salvaprecari” si sia tentata la via del prolungamento. A farne le spese sarà una marea di infermieri e personale di supporto con contratti a scadenza che, pur ricoprendo posizioni strategiche, perderanno il posto di lavoro.

 

GLI ESAMI

 

«I tanto sospirati esami per la valutazione sulla qualità ospedaliera Joint Commission – puntualizza il vicesegretario Nursind Stefano Giglio - sono stati ottenuti con lo sforzo fatto da tutto il personale infermieristico e di assistenza che in questo ultimo triennio e, in particolare, in questi ultimi mesi, si è sobbarcato il carico maggiore della riorganizzazione e l’aumento esponenziale delle attività specie di tipo amministrativo».

 

I COSTI

 

E c’è pure un lato meno piacevole che va tenuto in considerazione, come sottolinea Caslli. «La medaglia ottenuta non è proprio gratuita - eccepisce il segretario amministrativo – oltre all’aumento delle problematiche che la visita dei commissari ha comportato, c’è stato e ci sarà un consistente esborso economico, visto che costo medio di una visita ospedaliera completa è di 45.000 dollari per modeste strutture ospedaliere, mentre il Santa Maria è un’azienda ospedaliero universitaria, quindi una realtà più complessa.

Le valutazioni di tali commissioni – argomenta Caslli – non sono gratuite comportano ingenti costi che si affiancheranno alla marea economica che verrà elargita a ogni direttore di struttura e a cascata dirigenziale per ogni obiettivo raggiunto. Per chi ha realmente fatto il “lavoro sporco” una bella pacca sulla spalla e un sorriso molto confortante. Il cittadino - continua il segretario – deve però sapere che gli sforzi fatti in questi giorni fanno parte di un maquillage che scomparirà brevemente dopo l’ottenimento del bollino di certificazione, e presto ricominceremo ad attendere mesi anche per il solo cambio di una lampadina».

 

AZIENDE A DIETA

 

I tagli al bilancio imposti dalle politiche regionali infatti impongono scelte di lacrime e sangue alle aziende sanitarie, a quelle ospedaliere soprattutto. E una delle voci più colpite è quella del personale. «Da tempo non viene garantito il turn over – protesta Caslli – non si sostituisce il personale in malattia, non quello in maternità e nemmeno i pensionamenti. Il monte ore di straordinari continua ad aumentare tanto che la media è di 100-120 ore, ma c’è chi ne ha accumulate 300. Presto – conclude - ci troveremo a pretendere ulteriore lavoro da personale già esausto con le conseguenze che questo comporta, visto che quando si è stanchi è più facile sbagliare, nonostante le certificazioni».

 

IL CONCORSONE

 

Da qui la protesta del sindacato che chiede alla Regione interventi incisivi e urgenti. «In questi giorni la graduatoria del concorsone si è esaurita – aggiunge Giglio – il Nursind sottolinea la necessità di una seria e costruttiva presa di posizione per una riorganizzazione operativa che tenga conto del reale valore delle risorse umane e in particolare degli infermieri - fra i quali per la prima volta vi sono molti disoccupati - affinchè si possa mantenere in sicurezza ogni ambito».

 

 

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