La svolta riguarda circa 20mila operatori del settore sanitario:infermieri, tecnici sanitari (che operano in laboratori d'analisi e servizi di radiologia), tecnici di riabilitazione e prevenzione.
La Commissione Salute e Sicurezza sociale del consiglio regionale, presieduta da Valter Ferrando (Pd), ha approvato a larghissima maggioranza (contrario Alessandro Benzi di Sel con Vendola) il testo unico che riorganizza l'attività libero professionale delle categorie sanitarie non mediche.
"Il provvedimento - spiegono i promotori - tende a garantire una maggiore continuità assistenziale e favorisce uno sviluppo integratio delle professionalità".
Il testo è frutto dell'unificazione di due proposte di legge in materia: una era stata presentata da Ezio Chiesa (Gruppo misto -Liguria Viva), la seconda da Valter Ferrando (Pd) e altri consiglieri di maggioranza.
Di fatto, autorizza il personale sanitario non medico a svolgere attività libero professionale singolarmente (oggi può essere svolta solo in equipe a supporto del medico).
Obiettivo: assicurare continuità assistenziale fra ospedale, territorio e domicilio.
"L'attività libero professionale potrà essere esercitata nella stessa azienda saniatria in cui il professionista presta la propria opera oppure in regime di intramoenia allargata e dovrà essere regolarmente autorizzata".
In seguito, "entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge la giunta regionale dovrà emanare linee guida a cui dovranno attenersi le aziende saniatrie per redigere l'elenco di chi intende svolgere l'attività libero professionale e organizzare il servizio. Entro i 120 giorni successivi, le ASL dovranno adeguarsi alle nuove norme".











