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Categoria: Notizie
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Pubblicato Martedì, 10 Novembre 2015 17:56
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Scritto da Super User
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Concluso a Lecce il VI Congresso Nazionale di NurSind, il Sindacato delle professioni infermieristiche, nel quale i delegati hanno eletto il nuovo Direttivo Nazionale che rimarrà in carica per il prossimo triennio.
Direttivo Nazionale
Andrea Bottega (Segretario Nazionale)
Daniele Carbocci (Segretario Nazionale Amministrativo)
Osvaldo Barba
Paolo Porta
Romina Iannuzzi
Salvo Lo Presti
Salvatore Vaccaro
Donato Carrara
Stefano Giglio
Il Collegio dei Revisori dei Conti
Vincenzo Neri
Enrico Del Villano
Silvia Buccarelli
Probiviri
Claudio Collurà
Flavia Loredana Di Lalla
Massimo Latella.
Durante i lavori congressuali le mozioni sottodescritte sono state votate all’unanimità e costituiranno la base del lavoro della nuova dirigenza già a partire dall’indomani della chiusura dei lavori
Le Mozioni:
- L’Infermiere di famiglia: la crescita della pluripatologia e l’aumento delle patologie cronico- degenerative pongono l’attenzione sul bisogno di un’assistenza che si sviluppi sul territorio. C’è bisogno di un professionista che conosca gli assistiti, che li sappia seguire e monitorare nei percorsi assistenziali. Questo professionista altro non può essere che l’infermiere di famiglia, evoluzione naturale dell’infermiere ospedaliero. Nursind intende portare avanti questo progetto e chiede al Ministero della Salute, alla Conferenza Stato-Regioni, ai Governatori delle Regioni che, prendano in considerazione l’opportunità di utilizzare infermieri motivati, che abbiano una esperienza ventennale ed abbiano prestato servizio nei reparti medici e chirurgici. In questo modo si favorirebbe il ricambio generazionale e si consentirebbe alle mamme di conciliare lavoro e famiglia.
- Il riconoscimento della professione infermieristica come lavoro usurante: chiediamo al Governo di inserire la professione infermieristica tra quelle a cui è garantito il pensionamento anticipato con i 35 anni di servizio, riconosciuto per adesso solo alle forze dell’ordine. Le motivazioni che fanno della professione infermieristica un lavoro usurante sono: l’aumento delle patologie del rachide tra gli operatori sanitari; lo stress psico- fisico correlato alla richiesta di prestazioni lavorative superiori alla media sia in termini qualitativi che quantitativi; l’alta esposizione ad agenti biologici e cancerogeni, l’alta incidenza di infortuni su lavoro; il burn-out da elevato impegno emotivo ed organizzativo tipico delle professioni che si prendono cura; il disequilibrio lavoro/ vita privata; il doppio lavoro casa/famiglia, in una professione sbilanciata all’ 80% femminile.
- Riconoscimento della professione infermieristica sul piano economico al pari di quello europeo e revisione delle piante organiche, innalzando l’attuale rapporto di 6.4 infermieri ogni mille abitanti alla media OCSE che è di 8.8
- Contrasto al fenomeno del Demansionamento: oggi il fenomeno del Dimensionamento è sempre più diffuso, è il sistema stesso che perpetra in noi una condizione di schiavitù ausiliaria, distogliendoci dal nostro compito primario ed impedendoci di lavorare in autonomia, pianificando l’assistenza. Utilizzare gli infermieri per mansioni improprie è dannoso per il paziente e per il sistema. Per cui il Nursind chiede un impegno al singolo nel contrasto del fenomeno ed è pronto ad azioni legali collettive al fine di far cessare questo modus facendi dello Stato, che mortifica l’infermiere e mette in pericolo la salute del paziente.
- Abrogare l’articolo 49 del codice deontologico: l’ articolo 49 ci chiede di “Compensare le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui operiamo, nell’interesse degli assistiti”; data la non eccezionalità del verificarsi dei disservizi ma la routinarietà degli stessi, l’articolo in questione non fa altro che legalizzare il demansionamento e come tale va abrogato.
- La prescrizione infermieristica: chiediamo al Governo di parificare la realtà italiana a quella europea, inserendo nell’agenda parlamentare una riforma della prescrizione riguardante presidi sanitari, farmaci generici da banco senza ricetta, esami di laboratorio e strumentali, ricette continuative di farmaci specialistici.
- Superamento del concetto di esclusività: chiediamo al Governo l’abolizione del comma 1, art 53 del Dlg 165/2001 per tutto il personale sanitario del SSN.
- Riconoscimento della malattia professionale specifica: secondo l’ INAIL una delle maggiori cause di malattia professionale nel 2013 è stata la movimentazione dei pazienti e dei carichi, oltre la metà delle patologie muscolo–scheletriche rilevate ha riguardato problemi legati ai dischi intervertebrali; eppure le tabelle delle malattie professionali riconosciute dallo Stato Italiano riguardano esclusivamente i settori dell’industria e dell’agricoltura. Chiediamo quindi al Governo di aggiornare le tabelle in modo che la professione infermieristica sia riconosciuta come fattore di rischio specifico in quanto tale, con presunzione legale d’origine per le patologie del rachide.
- Mobilità volontarie, abrogazione del nulla osta dell’Azienda cedente: chiediamo al Governo di rivedere la normativa (legge 114/2014) ripristinando i concorsi pubblici a tempo indeterminato su tutto il territorio nazionale al fine di riequilibrare le dotazioni organiche e ridurre le mobilità volontarie regionali ed interregionali. Chiediamo di porre attenzione anche sul ricongiungimento familiare che oggi vale solo per le forze dell’ordine.
- Nursind e sanità privata: uno dei propositi di Nursind è quello di accomunare tutti gli infermieri, pubblici e privati sotto un unico contratto nazionale, come peraltro avviene in paesi a noi vicini, in modo da avere condizioni di lavoro unificate e dignitose.
- Adesione alla manifestazione del 28 Novembre a Roma per il finanziamento e rinnovo dei contratti del pubblico impiego
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