E' scontro su interpretazione legge di stabilità
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Nessun taglio alla Sanità, poiché la spesa che riguarda il Fondo sanitario nazionale ''rimane inalterata''. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ribadisce che nella legge di Stabilità non sono previsti tagli al settore ma nella Relazione Tecnica emerge una 'decurtazione' di 1,1 mld nel 2015-2016 al finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale, legato però alla generale stretta sul pubblico impiego. I sindacati attaccano: ''il taglio c'è'' e rappresenta un ''ulteriore schiaffo a medici e cittadini''.
E' dunque scontro sull'interpretazione degli articoli della manovra. Non si tratta, ha detto Lorenzin a margine della presentazione del Canale ANSA Salute & Benessere Bambini, di ''tagli previsti dalla legge di stabilità, ma si tratta del blocco del turnover che riguarda tutta la pubblica amministrazione''. Il taglio, ha spiegato, è dunque relativo al blocco del turnover della P.A. e quindi ''anche del comparto sanitario, da cui c'è un recupero di risorse; però ciò non può essere contabilizzato sul fondo sanitario nazionale che è un'altra partita''. Quindi, ha precisato Lorenzin, "le cifre rimangono quelle previste dalla legge di stabilità, così come in precedenza stabilite". Ovviamente, ha proseguito, "nel blocco del turnover è stato conteggiato il recupero di alcune risorse per la proroga del blocco, ma non riguarda il fondo sanitario e quindi non riguarda i beni e servizi, la spesa farmaceutica, le malattie o i livelli essenziali di assistenza". Ciò vuol dire, come spiegano dal Ministero, che il Fondo sanitario per il 2014 sale a 109,901 miliardi (rispetto ai 107,9 previsti dalla precedente legge di stabilità del governo Monti) e sono inclusi i 2 miliardi che scongiureranno la misura di nuovi ticket dal primo gennaio 2014. Non si tratta dunque di tagli, si sottolinea, bensì di ''risparmi'' che deriveranno dai mancati aumenti salariali di tutto il Pubblico impiego incluso, ovviamente, il settore della Sanità (che contribuirà con una ridotta spesa per il personale pari a 1.150 miliardi nel biennio 2015-16).
Opposta è però l'interpretazione dei sindacati: la riduzione del finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale ''c'è e vale 1,1 miliardi di euro (540 milioni nel 2015, 610 dal 2016). E' contenuta nel comma 21 dell'art.11 della Legge di stabilità'', affermano Fp-Cgil e Fp-Cgil Medici, secondo cui si tratta di ''uno schiaffo per medici, operatori e cittadini'' e di un ''accanimento''. Parla di un ''nuovo attacco al Servizio sanitario nazionale'', attraverso i tagli al personale, il sindacato dei medici dirigenti Anaao. Ed ancora: ''Non li hanno considerati tagli alla sanità ma tagli al personale, la sostanza però non cambia: meno medici e infermieri per il servizio sanitario'', incalza l'associazione sindacale dei medici dirigenti Cimo-Asmd, mentre il sindacato degli infermieri (Nursind) avverte: ''Lavoriamo già in costante carenza di personale e di questo passo andrà sempre peggio, mettendo a rischio qualità del servizio e sicurezza dei cittadini".
Ancora una volta, è invece il commento dei deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali, ''il Paese deve fare i conti con un governo che mente ai suoi cittadini e con un ministro, quello della Salute, che solo alcuni giorni fa scriveva 'E' la prima volta in 10 anni che non ci sono tagli alla sanità, abbiamo messo in sicurezza la salute degli italiani per i prossimi anni".(ANSA).
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