UDINE: LARGO AGLI INTERINALI IN OSTETRICIA, PROTESTA DEL NURSIND

Al Santa Maria di udine arrivano 12 dipendenti a tempo determinato. Il segretario Caslli: inaccettabile senza graduatorie o avvisi di Alessandra Ceschia

 

UDINE. Tra richieste di aspettativa, periodi di maternità, congedi parentali e assenze per malattia al Dipartimento materno infantile l’Azienda ospedaliero universitaria si è trovata dinanzi a una grave carenza nel contingente di personale infermieristico e ostetrico.

Ed è proprio per fronteggiare queste carenze di organico che il Santa Maria della Misericordia ha deciso di reclutare una dozzina di collaboratori professionali a tempo determinato attraverso una convenzione stipulata con un’agenzia interinale. È bastato a sollevare le proteste del Nursind, il sindacato per le professioni infermieristiche che chiede di procedere scorrendo le graduatorie o tramite avvisi.

A dicembre scorso era stato lo stesso direttore della Clinica Diego Marchesoni a dare l’allarme in relazione alla situazione dell’organico: su 27 professioniste a tempo pieno 8 erano in maternità. E su cinque a part-time, una ne mancava, pure quella in maternità. Inutile dire che, a ranghi ridotti e con le epidemie influenzali tipiche della stagione, garantire gli alti standard di servizio che sono ricorrenti al Santa Maria non è stata cosa semplice.

C’era la necessità di assicurare quantomeno il fabbisogno storico consolidato al 31 dicembre 2010 che era finito sotto di ben dieci unità e garantire la copertura delle esigenze temporanee o straordinarie necessarie a porre in sicurezza la continuità delle cure in situazioni particolarmente critiche. L’azienda aveva adottato tutte le soluzioni riorganizzative possibili e per lungo tempo turni in quarta e straordinari sono stati la regola, ma non era possibile andare oltre, senza contare che un’assenza improvvisa poteva avere ripercussioni gravi sul servizio.

E così si è arrivati alla decisione di coprire le dieci unità mancanti e di estendere il contingente a ulteriori due unità da impiegare per ragioni di carattere sostitutivo. La delibera è stata firmata nei giorni scorsi dal direttore generale Mauro Delendi per la fornitura mediante servizio di somministrazione di lavoro temporaneo di personale infermieristico/ostetrico. Una dozzina di Ifermieri/ostetrici categoria D da reclutare attraverso l’agenzia per il lavoro “Talea Srl”.

È bastato per sollevare le proteste degli infermieri iscritti al Nursind. «Nel febbraio 2013 l’Azienda ospedaliero universitaria ha bandito un avviso pubblico per infermieri - scrive una precaria –. Per l’espletamento è stata effettuata prima una preselezione e poi un colloquio. Per molti infermieri speranzosi questo ha rappresentato la speranza di avere un posto di lavoro anche precario. La selezione ha portato alla redazione di una graduatoria a oggi utilizzata pochissimo. Fino a qui niente di male, si può pensare che l’azienda non abbia avuto necessità. Fino a quando, però, all’albo dell’azienda è comparsa una delibera che ha suscitato non poca rabbia a me e ai miei colleghi».

Èd è il direttore generale Mauro Delendi a intervenire e a spiegare il motivo del ricorso alla convenzione con un’agenzia interinale.

«Attualmente non abbiamo graduatorie per ostetriche - chiarisce Delendi – il fatto di aver dovuto ricorrere al lavoro interinale è dovuto alla necessità di sopperire a una serie di carenze di organico in maniera rapida. Non c’era il tempo per fare un avviso per un incarico a tempo determinato in sostituzione a una serie di maternità e di malattie. L’avvio della procedura, la pubblicazione, la selezione con la valutazione dei titoli e il colloquio avrebbero richiesto almeno un mese e mezzo e avevamo urgente necessità di garantire il servizio all’utenza» chiarisce il direttore.

Una spiegazione, questa, che per il segretario amministrativo del Nursind Afrim Caslli, da sola, non basta a tranquillizzare la categoria. «Se dalle graduatorie non si poteva attingere per le ostetriche - osserva – allora era bene procedere attraverso un avviso di selezione. Siamo indignati - incalza – siamo alle prese con problemi di disoccupazione fra gli infermieri e con un crescente numero di precari che fanno sacrifici per spostarsi da un ospedale all’altro e fare le sostituzioni, si investe tempo e denaro per fare gli affiancamenti nei reparti che richiedono da 2 a 6 mesi di pratica e poi si fanno le sostituzioni con gli interinali, spesso stranieri che non hanno mai fatto affiancamento. Così il precariato non può che aumentare» protesta Caslli.

 

 

 

 

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